Institutio Oratoria, Paragrafo 5, 8, Libro 2 Capitolo 2 (Quintiliano) – Traduzione, analisi e commento

Institutio Oratoria, Paragrafo 5, 8, Libro 2 Capitolo 2 (Quintiliano) – Traduzione, analisi e commento

Autore: Quintiliano | Opera: Institutio Oratoria | Area: Oratoria latina

Institutio Oratoria, Paragrafo 5, 8, Libro 2 Capitolo 2 è un passo che si concentra su […] Prima di tutto assuma dunque verso i propri discepoli l’atteggiamento di un padre, e ritenga di prendere il posto di quelli dai quali gli vengono affidati i figli. Il brano appartiene a Institutio Oratoria di Quintiliano ed è spesso studiato perché consente di lavorare insieme su comprensione del contenuto, resa italiana e riconoscimento delle strutture del latino d’autore.

Indice dei contenuti

Testo latino

[…] erga discipulos suos animum, ac succedere se in eorum locum, a quibus sibi liberi tradantur, existimet. Ipse nec habeat vitia nec ferat. Non austeritas eius tristis, non dissoluta sit comitas, ne inde odium hinc contemptus oriatur. Plurimus ei de honesto ac bono sermo sit; nam quo saepius monuerit, hoc rarius castigabit.

Minime iracundus, nec tamen eorum, quae emendanda erunt, dissimulator; simplex in docendo; patiens laboris; assiduus potius quam immodicus. Interrogantibus libenter respondeat, non interrogantes percontetur ultro. In laudandis discipulorum dictionibus nec malignus nec effusus, quia res altera taedium laboris, altera securitatem parit.

In emendando, quae corrigenda erunt, non acerbus minimeque contumeliosus; nam id quidem multos a proposito studendi fugat, quod quidam sic obiurgant quasi oderint. Ipse aliquid immo multa cotidie dicat, quae secum auditores referant. Licet enim satis exemplorum ad imitandum ex lectione suppedit, tamen viva illa, ut dicitur, vox alit plenius praecipueque eius praeceptoris, quem discipuli, si modo recte sunt instituti, et amant et verentur.

Vix autem dici potest, quanto libentius imitemur eos, quibus favemus. […]

Traduzione italiana

[…] Prima di tutto assuma dunque verso i propri discepoli l’atteggiamento di un padre, e ritenga di prendere il posto di quelli dai quali gli vengono affidati i figli. Personalmente non abbia vizi né li tolleri. La sua severità non sia arcigna, la sua affabilità non sia eccessiva, affinché non si generi dall’una l’odio, dall’altra disprezzo.

I suoi discorsi più frequenti siano sull’onestà e il bene; infatti quanto più spesso ammonirà, tanto più raramente castigherà. Non sia per nulla irascibile, e tuttavia non finga di non vedere i difetti da correggere; semplice nell’insegnare, resistente alla fatica, costante piuttosto che troppo esigente. A quelli che gli pongono domande risponda volentieri, e interroghi di propria iniziativa quelli che non gli chiedono nulla.

Nel lodare le esercitazioni dei discepoli non sia né (troppo) severo né (troppo) generoso, perché il primo sentimento suscita avversione per il lavoro, il secondo (eccessiva) sicurezza. Nel correggere quei difetti che dovranno essere corretti non sia aspro né tantomeno offensivo; infatti proprio questo allontana molti dal proposito di studiare, cioè il fatto che alcuni rimproverano come se odiassero.

Egli personalmente dica ogni giorno qualcosa, anzi molte cose, che gli scolari possano portare via con sé. Sebbene infatti (il maestro) possa fornire attraverso la lettura sufficienti esempi da imitare, tuttavia la cosiddetta “viva voce” nutre più abbondantemente, e specialmente quella di un insegnante che i discepoli, solo che siano bene istruiti, amano e rispettano.

A malapena si può dire, poi, quanto più volentieri imitiamo quelli per cui proviamo simpatia. […]

Contesto storico-letterario

Quintiliano riflette sull'educazione dell'oratore e sul rapporto tra tecnica, formazione morale e responsabilità pubblica.

All’interno di Institutio Oratoria, questo passo va letto come un tassello utile per comprendere il quadro storico, il genere letterario e il modo in cui l’autore costruisce il proprio discorso. Proprio per questo il brano ricorre spesso nelle versioni assegnate a scuola: permette di collegare lessico, contenuto e civiltà latina senza separare lingua e letteratura.

Analisi del testo

Dal punto di vista strutturale, il brano si organizza intorno a un nucleo ben riconoscibile: […] Prima di tutto assuma dunque verso i propri discepoli l’atteggiamento di un padre, e ritenga di prendere il posto di quelli dai quali gli vengono affidati i figli. La funzione del passo è dunque duplice: da un lato porta avanti il discorso di Institutio Oratoria, dall’altro offre un punto di osservazione privilegiato sul modo in cui Quintiliano seleziona dettagli, ritmo e lessico.

Il tono del testo dipende dal genere dell’opera: in alcuni casi prevale la narrazione, in altri l’argomentazione, l’insegnamento morale o la riflessione poetica. In ogni caso il brano è utile perché rende visibile la regia dell’autore: chi parla, a chi si rivolge e con quale effetto sul lettore.

Analisi grammaticale e sintattica

  • La presenza di ut/ne segnala subordinate finali, consecutive o completive: il valore preciso va ricavato dal contesto del periodo.
  • Sono rilevanti le proposizioni relative, che ampliano il referente e rallentano la progressione del discorso.
  • Compaiono forme all’infinito, utili per osservare costruzioni infinitive e nuclei verbali dipendenti.
  • La frase sfrutta forme di participio, importanti per la densità sintattica e per la concentrazione dell’informazione.

Per tradurre bene conviene isolare prima i verbi reggenti, poi le subordinate, e solo alla fine sciogliere i nessi lessicali più densi. Questo metodo evita una traduzione troppo letterale e aiuta a rispettare i rapporti logici del latino.

Figure retoriche

  • La ripetizione iniziale di parole come ipse produce un effetto di anafora o parallelismo.

Temi principali

  • lettura del passo nel quadro di Institutio Oratoria
  • uso del latino come lingua di oratoria latina
  • valore del brano per traduzione, commento e ripasso

Per la Maturità

Il passo si collega bene a scuola, pedagogia, educazione del cittadino e funzione sociale dell'eloquenza.

In un percorso d’esame il testo può essere valorizzato anche per i collegamenti con la società romana, con le scelte stilistiche dell’autore e con il più ampio quadro culturale in cui nasce l’opera.

FAQ

Qual è il significato del brano Institutio Oratoria, Paragrafo 5, 8, Libro 2 Capitolo 2?

Il passo mette a fuoco […] Prima di tutto assuma dunque verso i propri discepoli l'atteggiamento di un padre, e ritenga di prendere il posto di quelli dai quali gli vengono affidati i figli, offrendo un esempio utile per capire contenuti, lessico e costruzione del periodo in Quintiliano.

Quali sono i temi principali del testo?

I temi centrali toccano lettura del passo nel quadro di Institutio Oratoria, uso del latino come lingua di oratoria latina, valore del brano per traduzione, commento e ripasso.

Perché questo testo è importante?

Perché aiuta a collocare Institutio Oratoria, Paragrafo 5, 8, Libro 2 Capitolo 2 dentro Institutio Oratoria e mostra come Quintiliano costruisce tono, argomentazione o narrazione.

Quali costrutti latini contiene il brano?

Nel commento grammaticale sono segnalati i costrutti più rilevanti, in particolare la presenza di <strong>ut/ne</strong> segnala subordinate finali, consecutive o completive: il valore preciso va ricavato dal contesto del periodo..

Come si collega alla Maturità?

Il passo si collega bene a scuola, pedagogia, educazione del cittadino e funzione sociale dell'eloquenza.

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